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LORENZO PERRONE

1944. Lorenzo Perrone nasce a Milano e fin da piccolo mostra uno spiccato senso artistico. Ma la storia di famiglia (pasticceri da diverse generazioni), lo obbliga precocemente a indossare il grembiule ed il cappello bianco per seguire le orme del padre morto prematuramente. Nonostante ciò la sua passione per l’Arte lo spinge a continuare con caparbietà gli studi alle scuole serali.

1960. Frequenta il corso di Pittura del Castello Sforzesco e la Scuola del Libro dell’Umanitaria, formazione quest’ultima che lo segnerà in modo significativo.

1964. Presto la sua vita professionale si sposta nel campo della grafica e della comunicazione tra Milano, Londra e infine New York dove frequenta i corsi di grafica e cinema alla New School e alla School of Visual Arts. Per oltre trent’anni Perrone ha creato campagne pubblicitarie Internazionali, ma la sua personalità poliedrica lo ha spinto comunque a dipingere, a scrivere storie per il cinema, a girare video, fare fotografie seriali e progettare libri.

2000. Perrone ritorna definitivamente alle aspirazioni artistiche giovanili lasciando il linguaggio urlato della pubblicità per quello apparentemente silenzioso della scultura. Riparte dai due concetti portanti della sua formazione: i libri, come materia prima, per lui simbolo di cultura e studio salvifico e il bianco, ricordo della sua origine di pasticcere (il grembiule, il cappello, la farina, lo zucchero, ecc.). Con la sua espressione artistica cerca un rapporto più intimo, più spirituale con sé stesso e con l’“altro”. È in questo periodo che comincia a lavorare ai suoi LibriBianchi.

LIBRIBIANCHI

2002. I LibriBianchi sono libri veri sui quali Perrone infierisce con acqua, colla e gesso, spogliandoli del loro contenuto e ottenendo così un oggetto disanimato, una materia prima. A questo punto la forma inequivocabile dell’oggetto è rimasta intatta e l’artista interviene su di essa con vari materiali apparentemente estranei come filo spinato, vetro, sassi, legno e vernice (necessariamente) bianca. Perrone opera così uno spostamento della percezione dalla dimensione semantica a quella simbolica: il volume viene plasmato e traslato verso un accentuato simbolismo in cui le suggestioni tattili e sensoriali si amplificano. Il linguaggio diviene allora quello delle superfici, delle pieghe, dei volumi, dei vuoti e dei pieni, dei prolungamenti e degli innesti che trasformano il libro in scultura. Alla fine, liberate dal peso delle parole, le pagine diventano ancora più eloquenti e il LibroBianco, nel suo immobile candore, grida in silenzio per essere letto altrimenti.

2015. Con la collaborazione di sua moglie Simona, Perrone ha allargato la produzione a grandi installazioni e al bronzo: dopo aver combattuto un lungo corpo a corpo con la carta, ora l’incontro col metallo si fa più impegnativo e grazie all’antica arte della “cera persa” lo spettro delle possibili ridefinizioni plastiche si allarga. Così nella ricerca artistica di Perrone l’oggetto libro diviene icona imperitura e permette l’apparire dell’invisibile, dell’indicibile. Mentre prima bastava l’acqua per rendere malleabile la carta, ora c’è bisogno del fuoco perché la materia prima divenga accondiscendente ai voleri dell’artista. È la ricerca di una trasformazione alchemica in qualcosa di più duraturo, una sfida continua con una materia nobile per plasmarla, soffiarci dentro l’anima del libro e renderla nuovamente leggera. Ancora e sempre LibriBianchi, ma il bianco dei bronzi non è bianco assoluto, è una patina affollata di saperi, citazioni di maestri, un’eco di un lontano ricordo di carta che riappare ricoperta da quelle stratificazioni che costituiscono la memoria del suo passaggio evolutivo. Con il bronzo Perrone avvicina il libro ad una vivibilità infinita.

L’artista vive e lavora tra Milano e Firenze. Collabora con biblioteche, librerie e partecipa a manifestazioni in cui la scrittura, la narrazione, la cultura e i libri sono sostenuti. Apprezzati da bibliofili e intellettuali, i suoi lavori sono esposti in diverse gallerie d'arte in Italia e all’estero.

LORENZO PERRONE

1944. Lorenzo Perrone was born in Milan and from his earliest years he demonstrated a remarkable artistic sense. His family had been pastry bakers for many generations, and the early death of his father required Lorenzo to don the apron and chef's hat and follow in his father's footsteps.

1960. His innate creative faculty drove him on. He developed his artistic talents at night school. He studied graphics and painting, and won scholarships to the “Scuola del Libro” at the Umanitaria Institute, and the “Castello Sforzesco” School of Painting.

1964. He soon gained major experience in the field of graphics and communications in both Milan and London, and then moved to New York to work in advertising. In New York he attended The New School and the School of Visual Arts. In a career that spanned over 30 years Perrone created major international advertising campaigns. However, at no time did he relinquish his personal quest in the artistic and multimedia fields: art, film, photography, writing.

2000. Radical change came when he decided to devote himself entirely to art, abandoning the frenetic arena of publicity for the silent world of sculpture. His works stem from two concepts: books, which were the basic material of his early studies and symbols of culture and white, which reflects his origins as a pastry cook (the white apron, the hat, the flour). Fundamentally, in his work he looks for an empathy with “the other”, seeking a more intimate and spiritual approach. It was to this end that he began work on his first LibriBianchi.

LIBRIBIANCHI

2002. Using plaster, acrylic paint, and the application of apparently foreign objects, the books are deconstructed, transformed; they acquire an accentuated symbolism in which tactile and sensory aspects of each work is heightened. The language becomes that of surfaces, folds, volumes, emptinesses, fullnesses, positive and negative spaces. Many diverse materials provide a strong contrast to the book itself; barbed wire, nails, stone, wood. These materials impart to the books a new vital force that transforms them into sculptures. In the end, freed from the weight of words the LibriBianco, become motionless and silent candor. They gain eloquence and silently illuminate what can neither be spoken nor seen.

2015. In collaboration with his wife Simona, Lorenzo has widened his scope, making installations and sculptures in bronze. Working with bronze has carried Lorenzo’s work to a higher level of experimentation. After a long personal struggle to bring life to the LibriBianchi, Perrone is now engaged in a more difficult confrontation, as the plasticity of the new medium provides greater possibilities. Before it was water that rendered the paper malleable in order to represent his inspirations; now it is through fire that bronze responds to the artist's wishes. Drawing on the ancient craft of “lost wax” he searches for an alchemical technique by which can be achieved with paper and then transferred to a more durable medium. The constant challenge to shape the pages and to blow life into the soul of the book, allowing it to be read in an entirely new way. These works are still LibriBianchi. However, the “White” of bronze is not absolutely white, but furbished with knowledge and understanding, drawing on everything that has been learned. They are a distant echo of the paper that reappeared, covered in layers that embodied the history of its evolution. Using bronze Perrone has given his LibriBianchi the capacity to endure for centuries.

Lorenzo lives and works in both Milan and Florence. He collaborates with libraries and bookstores, and participates in events in which writing, narrative, culture, and books are extolled. Appreciated by colectors, bibliophiles and scholars, his LibriBianchi are shown in major galleries in Italy and around the world.